FuoridiME - Associazione di Promozione Sociale, C.F. 97119290837 - Viale Principe Umberto 123 bis - Messina (ME), 98122 

Cellulare: +39 3452430862 - Mail: contatti.fuoridime@gmail.com - offsite.fuoridime@gmail.com

Processione del Vascelluzzo
 

La tradizione del “Vascelluzzo” trova la sua origine dalla tremenda carestia del 1301, quando a Messina si trovava l’esercito di Roberto d’Angiò. Al tempo si attribuì l’arrivo delle navi cariche di grano nel porto di Messina, grazie alla Madonna della Lettera, protettrice della città, per la quale i devoti vollero, in segno di riconoscimento, costruire, su incarico della Confraternita di S. Maria di Porto Salvo dei Marinai, un vascello d’argento.

 

Esso rappresenta la devozione alla Madonna della Lettera che anche in numerose altre occasioni ha salvato la città da tristi avvenimenti storici, per questo all’epoca della sua costruzione fu chiesto alle amministrazioni cittadine di concedere la collocazione di una pigna di cristallo in rocca contenente la reliquia dei capelli della Madonna.

 

La tradizione vuole che il giorno del Corpus Domini, nelle ore pomeridiane, venga portato in processione il “Vascelluzzo”, ricoperto di spighe di grano. Si inizia al matino con la preparazione del fercolo e la celebrazione della Messa nella Chiesa dei Marinai. Dopo viene portato al Duomo e, in serata, in processione per le vie della città. A processione conclusa le spighe di grano vengono distribuite ai fedeli in segno di augurio di abbondanza. 

Durante l’anno il “Vascelluzzo” è custodito nella Chiesa di Santa Maria di Porto Salvo dei Marinai.

 
Mata e Grifone

La leggenda narra che un gigante moro, di nome Hassan Ibn Hammar, sbarcò nella città di Messina circa nel 970 d.C. con la sua ciurma di pirati, con l’intento di razziare quanto più possibile, specialmente nella zona di Camaro e Dinnammare. Un giorno, gli capitò di vedere una bella fanciulla di nome Marta (in dialetto Mata), nobile e di ricca casata, della quale si innamorò follemente.

 

Subito si prestò a chiedere la sua mano ed ottenuto un categorico rifiuto sfogò la sua rabbia sulla città. La ragazza, per paura che venisse fatta violenza su di lei, fu nascosta dai genitori in un rifugio. Il Moro, però, scoprì il rifugio e la rapì, così da supplicare Mata ed implorarla di ricambiare il suo amore. Mata rimase ferma nel rifiutarlo, nonostante egli fece di tutto per catturare la sua attenzione, finché decise di farsi Cristiano, cambiando il nome in Grifo (Grifone per la sua statura alta e possente), ricevette il battesimo e abbandonò la sua indole ostile e violenta dandosi alla coltivazione dei campi in pace con tutti.

 

La casta Mata, colpita da tanto pentimento, si innamorò di lui e accettò di sposarlo. Insieme fecero tanti figli e tante case, talmente numerose che la tradizione popolare finì per attribuire loro la fondazione della città. La leggenda vuole che Ruggero il Normanno, quando liberò Messina dalla dominazione araba, fece prigionieri i due giganti e volle che lo seguissero nella sfilata assistendo al suo trionfo.

 

Questa usanza venne ripetuta negli anni a venire, l’attuale tradizione vede le due statue che, il 10, 13 e 14 agosto si ogni anno, vengano condotte a Camaro per poi passeggiare per la città trascinate da persone in vesti popolari fino a farle sostare di fronte al Municipio di Messina.

 
Vara

La Vara è una delle manifestazioni religiose più sentite dalla popolazione messinese, si svolge ogni anno il 15 di agosto. Il termine Vara sta ad indicare la bara dove giaceva il corpo della Madonna Dormiente. Originariamente la struttura era composta da angioletti impersonati da bambini degli orfanotrofi e la madonna da una ragazza scelta tramite sorteggio. La processione prevede che attaccate alla struttura vi siano delle funi attraverso le quali i fedeli tirano la Vara per Via Garibaldi fino a giungere a Piazza Duomo.

 

La manovra da svolgere per immettere la Vara in via I Settembre prima di giungere davanti al Duomo, se ben riuscita porterà buon auspicio per tutto l’anno a seguire. Data però la fatica di trascinare un peso così grande gli angeli e la Madonna vennero nel tempo sostituiti con figure di cartapesta.