La Sicilia che non ti aspetti: storie di innovazione e cambiamento



©Marco Crupi

Nella precedente edizione Francesco ha delineato i caratteri principali dell'imprenditoria siciliana in termini di Start-up e innovazione. Questo martedì invece Mario ci racconta la storia di un fuori-sede non convenzionale e dall'alto profilo professionale che ha scelto di tornare.

Claudio Lucchesi, architetto milazzese classe ’66, è global CEO di UFO, (Urban Future Organization), gruppo di progettazione internazionale con ben 14 studi tra Londra, Shangai e.. Pace del Mela.

Il piccolo centro della costa tirrenica è infatti la sede dell’ufficio italiano di un network di architetti vincitore, tra gli altri, del bando per la Sarajevo National Concert Hall (1999), per la metropoli futurista di Shenzen, in Cina, con il progetto Cloud Citizens (2014), nonché di quello per il nuovo waterfront della città di Messina (2015).

Ciao, Claudio, grazie per averci concesso questa intervista.

Parlaci un po’ di te intanto. Dove è nata questa vocazione?

Sinceramente non lo so. Non provengo da una famiglia di artisti. Mio padre è un imprenditore che si è fatto da sé: non un uomo di cultura, ma fortemente intelligente e con molta esperienza. Ha accumulato sacrifici su sacrifici e questo ha sicuramente influito sulla mia cultura del lavoro.

Il mio territorio è stato sicuramente una fonte di ispirazione. Sono fortemente legato alla mia terra e a Pace del Mela, un posto che, seppur stuprato, è magico. Anche un muretto, un tramonto mi hanno influenzato.

E poi vengo dalla Sicilia, dall’Italia che sono un progetto perenne, perfetto, dove si incrociano cibo, arte e moda.

Amo profondamente questo lavoro, mi sento come se giocassi sempre.

E il tuo percorso formativo da dove è iniziato?

Sono partito dall’Università di Reggio Calabria, ma dopo la laurea ho sentito il bisogno di perfezionarmi all’estero e sono stato ammesso alla prestigiosa Architectural Association di Londra, dove si sono formati molti dei maggiori architetti contemporanei.

È stata un’esperienza formativa che mi ha permesso di entrare in contatto con moltissimi talenti.

Andare fuori ti ha permesso quindi di formarti e accrescere la tua conoscenza.

Senza dubbio. Penso che le esperienze fuori siano fondamentali per crescere e importare delle buone pratiche. Sono grato all’Università di Reggio Calabria, ma se vuoi espanderti hai bisogno anche di altri biglietti di visita.

Per fare un esempio legato allo sport, un conto è imparare il karate nella palestra sotto casa, un altro è avere come maestro Bruce Lee.

All’estero si studia quanto in Italia, ma ti è consentito lavorare nei posti più importanti al mondo, negli ambienti più stimolanti e competitivi.

L’Architectural Association è un esempio di meritocrazia. I professori hanno un contratto che si rinnova annualmente perché devono dimostrare di meritare di avere il posto. Tutto ciò ti permette di migliorarti, di toglierti grandi soddisfazioni e di avere una visione più ampia.

Se vuoi lavorare a New York devi dimostrare di pensare e di essere globale.

Però la sede del tuo studio è a Pace del Mela.

Assolutamente. Per me tutto inizia e finisce nella mia terra, è occasione per sperimentare e dare il mio contributo.

Collegandomi allora a questa affermazione, ti chiedo allora che cosa ne pensi del fenomeno dei fuori sede, tanto caro a FuoridiME.

Abbiamo grandi potenzialità, grandi talenti in giro per il mondo, è necessario andare via per crescere, per imparare cose nuove, ma si deve tornare… si deve tornare prima o poi.

A proposito del nostro territorio, UFO è risultato anche vincitore del concorso internazionale di qualche anno fa per la riqualificazione del waterfront di Messina. Puoi parlarci un po’ di questo progetto?

Ho incominciato ad osservare Messina da una barca e ho visto che le sue coste sono un grande scempio operato dall’uomo.

Messina è una città sul mare… senza sbocchi sul mare. Quindi il nostro progetto è nato per rimettere di nuovo in contatto i suoi cittadini con il mare.

È previsto anche un grande centro polifunzionale, una torre e un parco, ma tutto è progettato e ruota intorno all’idea che il cittadino debba riprendersi i suoi spazi.

Penso che a breve il progetto potrà essere cantierabile, ci dovrebbero essere anche i fondi per dare il via.

Non per interromperti, ma ho sempre pensato che gli abitanti di Messina siano tante mosche che vivono in un barattolo di vetro, che vedono quello che c’è, ma non possono toccarlo e sbattono sempre negli stessi spazi.

Esatto, il nostro obiettivo è quello di restituire questi spazi. Molti miei amici messinesi non hanno mai visitato certi posti che sono sotto i loro occhi quotidianamente, come la zona Falcata.

Difficoltà incontrare durante il progetto?

Molte, ma non ci siamo mai arresi.

Mi amareggia, però, il fatto che molte difficoltà siano nate da messinesi stessi che hanno in qualsiasi modo provato a renderci la vita durissima.

C’è da constatare che quello che manca in città molto spesso è proprio lo spirito di collaborazione per rendere migliore il posto dove viviamo.

Sono stati coinvolti professionisti di Messina per la nascita di questo progetto?

Assolutamente. Ci tengo a sottolineare che molti professionisti provengono da qui… e che questo è un progetto corale come lo è UFO stesso.

Non è un’opera individuale targata Claudio Lucchesi, ma collettiva fatta dal lavoro di moltissimi persone.

Lo spirito di collaborazione e di gruppo è fondamentale nella professione dell’architetto.

Molti ci vedono come artisti, ma dietro in verità c’è molta coordinazione e preparazione tecnica.

Quali sono le tue passioni?

Il mio lavoro mi assorbe tantissimo tempo, ma quando posso mi dedico all’atletica, l’altra mia grande passione.

E quali sono i sogni nel cassetto?

Sono tanti, ma data la mia passione per l’atletica, mi piacerebbe tanto realizzare uno stadio per l’atletica leggera.

Per concludere questa tua intervista, cosa diresti a tuo figlio per il suo futuro, per la sua formazione?

Lo lascerei libero di scegliere, ma senza dubbio gli consiglierei di provare molte esperienze fuori per avere moltissimi punti di vista su come funzioni il mondo.

Però si deve tornare, ripeto.

Si deve tornare qui per migliorare questo posto anche se incontreremo tutte le difficoltà del caso.

Roberto Saglimbeni & Mario Spinella

#FuoridiME #FuoriSede #AVuci #Acuciacunti #UFO

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