La Sicilia è il puntino sulla i dell'Italia (F.M. Hessemer)


Qualche settimana fa vi abbiamo proposto una mini-playlist, cinque tracks per fuori sede nostalgici e non. Questa settimana invece, ci immergiamo nel mondo dei libri e vi consigliamo cinque titoli, più e meno conosciuti, il cui filo conduttore, come sempre d'altronde, è la città sullo Stretto.


Friedrich Schiller, La Sposa di Messina, 1803

La Sposa di Messina è un’ opera pressoché sconosciuta, forse proprio perché mancante di una distintiva originalità teatrale. Un dramma ad intreccio, in due soli atti, che conclude la produzione drammaturgica Schilleriana.

Ispirandosi alla vicenda di Eteocle e Polinice, Schiller costruisce una complessa vicenda familiare, fatta di segreti e vere e proprie rivelazioni corredate da inaspettati colpi di scena.

Un dramma ad effetto che finisce per annoiare il lettore ma che di sicuro coinvolge lo spettatore.

Donna Isabella, principessa di Messina, diventa il fulcro di una sorte avversa, la cui drammaticità rievoca topoi già utilizzati nel teatro ottocentesco ma che, comunque, contiene una certa potenza teatrale.

Guy De Maupassant, Viaggio in Sicilia, 1883 highly recommended 👍🏻

Guy De Maupassant visita la Sicilia nel 1885, nel tentativo di evadere dalla metropoli parigina. Alla continua scoperta di nuovi luoghi, esotici e non, tra le coste italiane e quelle algerine, Maupassant fa corrispondere ad ogni suo viaggio un nuovo scritto, una nuova raccolta.

L’attenzione che egli dedica alla Sicilia, meta d’eccezione del Grand Tour, è straordinaria. Da Napoli a Palermo, passando per Messina, alla volta delle Isole Eolie e poi giù fino a Siracusa.

Così Maupassant descrive la tratta Messina-Isole Eolie:

Si parte da Messina, a mezzanotte. Nessun alito di brezza; soltanto l'avanzare della nave turba l'aria calma addormentata sulle acque. Le rive della Sicilia e le coste della Calabria esalano un odore così intenso di aranci in fiore, che l'intero stretto ne è profumato come una camera femminile.

Friedrich Nietzsche, Idilli di Messina, 1881

Nietzsche soggiorna a Messina per soli venti giorni e la sua permanenza a Messina è avvolta dal mistero. Arriva in barca a vela da Genova, un po’ malconcio per il mal di mare.

Eppure, alla debolezza fisica non ne corrisponde una mentale.

In quei venti giorni, di cui i biografi non sanno bene cosa dire, Nietzsche completa la sua raccolta poetica, otto componimenti, caratterizzati una geometria compositiva propria solo di chi fa filosofia.

Tutti i componimenti sembrano caratterizzati da una dicotomia elegiaca: da un lato, la una costante tensione provocata da eros, qui inteso come desiderium, e dall’ altro la marcata rievocazione della poesia bucolica teocritea, prettamente ed esclusivamente siciliana.

Giovanni Pascoli, Odi e Inni, 1906

È noto che Giovanni Pascoli abbia trascorso alcuni anni a Messina come docente di letteratura latina presso l’Università Peloritana.

In Odi e Inni, Giovanni Pascoli racconta la sua permanenza nella città dello stretto al fianco della sorella. All’inizio descrive Messina come una terra di esilio: Siamo condannati a Messina a vita.

Ma poi si corregge plurime volte, quasi come se il suo pensiero avesse attraversato un travagliato processo di metamorfosi tra odio e amore.

Ogni aura che qui muove, pulsa una cetra ed empie una zampogna, e canta e passa […] Io era giunto dove giunge chi sogna.

Sembra quasi che parli da fuori sede anche lui, inghiottito in quel sentimento double- edged, tra il riconoscimento di tanta bellezza e la mancanza di poesia.

C’è molto di buono, o Messinesi, nella nostra cara Messina, […] date, restituite anzi, a vostri figlioletti e a voi la loro poesia.

Marcello Sorgi, Edda Ciano e il Comunista, 2009 highly recommended 👍🏻

Marcello Sorgi racconta una storia d'amore del tutto non convenzionale tra Edda Ciano, figlia del Duce, e Leonida Bongiorno, ex partigiano e comunista.

Il loro punto di incontro? Lo scenario suggestivo dell'isola Lipari, dove Edda era stata inviata al confino per nove mesi, tra il 1945 e il 1946.

Due sopravvissuti che incarnano perfettamente la polarità degli opposti e che si riconosco come tali, senza vemenza.

Ellenica e Baiardo, questi i loro soprannomi, si scambiano una fitta corrispondenza che Sorgi decifra, interpreta e contestualizza nell'atmosfera paradisiaca dell’isola.

Lipari ha infatti il compito di disinnescare una realtà troppo rovente e di innescare, al contempo, una storia d’amore effimera, che inizia e si conclude tra quelle spiagge.

La Redazione

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