Il prima e il dopo di un Off-site



‘Dimmi da dove vieni e ti dirò chi sei’ è la versione fuorisede 2.0 dell’espressione ‘dimmi con chi vai e ti dirò chi sei’.

È quasi un motto, modellato ad hoc, certamente, per la stragrande maggioranza di coloro che emigrano.

L’off-site di questa settimana abbandona i confini nazionali per raccontarci l’esperienza di Marco, messinese doc, attualmente delocalizzato a Lanzarote.

Lo avevamo intervistato un anno fa ma, causa scarse tempistiche, la sua intervista non è stata mai pubblicata, tuttavia, non è finita nel dimenticatoio.

Così, lo abbiamo ricontattato e abbiamo ‘ri-fatto’ quattro chiacchiere. Di seguito, riportiamo entrambe le interviste, il prima e il dopo di un off-site.

JUMP BACK TO 2017

Da consuetudine, chiediamo a Marco di presentarsi e di raccontarci un po’ di sé.

Mi chiamo Marco, vengo da Messina e lavoro come Guest Experience in un Resort a 5 stelle di Lanzarote, nell’arcipelago della Canarie.

La mia scelta è stata dettata semplicemente dalla possibilità: era luglio dell’anno scorso ero fresco di specializzazione, e, quasi per caso, scopro di avere diritto a un tirocinio post-laurea. Sempre sia lodato, il tirocinio post-laurea! Dovevo solo scegliere una meta e Lanzarote era uno di quei posti che non ti puoi lasciare sfuggire di mano.

Faccio i bagagli e, dopo nemmeno un mese, sono su un aereo per l’isola. Inizialmente, sarei dovuto rimanere per sei mesi- questa era infatti la durata prevista dal tirocinio-, evidentemente, però, gli sono piaciuto e resterò fino ad ottobre.

Capiamo quindi che l’opportunità lavorativa è stato il ‘movente’ del trasloco di Marco e nelle sue parole non si può che scorgere l’entusiasmo di chi si approccia ad un nuovo contesto. La prossima domanda sorge quindi spontanea:

Ma, insomma, com’è questa Lanzarote?

Qui, personalmente, mi sta piacendo tutto. L’isola è vivibile, pulita e, soprattutto, tranquilla: nell’esatto momento in cui ho messo piede sull’isola, ho avuto la sensazione che il caos non esistesse.

Gli abitanti di Lanzarote sembrano non percepirlo nemmeno, non sanno proprio cosa sia! I problemi ci sono, come dappertutto d’altronde, ma li si affronta con tranquillità, senza panico. Il risultato comporta che i problemi si trasformino automaticamente soluzioni. È forse questo il lato che apprezzo di più di questo spicchio di terra.

In più, non mi sono mai sentito un estraneo. Sarà per il semplice fatto che entrambe sono isole, ma Lanzarote è molto simile alla Sicilia: impareggiabile quanto invidiata bellezza! Lanzarote viene presa in giro dagli invidiosi abitanti della penisola che, però, sono gli stessi che vengono a trascorrere qui le vacanze estive.

Il ritratto che Marco dà dell’isola è chiaro: un’oasi di tranquillità. La similarità con la Trinacria è addirittura troppo lampante, ma fa quasi piacere sentire che è un’invidia condivisa da tutti i posti belli. Visto che il discorso è balzato, guarda caso, sulla nostra Sicilia, gli chiedo che di parlarmi un po’ di Messina, specialmente, di come sia cambiata la sua prospettiva sulla città ora che è lontano.

Potrà sembrare abbastanza banale e decisamente inflazionato, ma è proprio vero che si tende ad apprezzare le cose solo nel momento in cui le perdi.

Ma io, Messina, non l’ho affatto persa. Mi piace pensare che ogni qualvolta io torni, la ritrovo sempre là ad aspettarmi.

Per questo è sempre bello tornare, per ritrovarsi. E in questo senso, famiglia, amici, la radio- ero speaker in una radio locale, quasi una seconda famiglia- sono un punto fermo. Continuo a mantenere i rapporti con i miei concittadini, è difficile perdere le persone con cui hai trascorso la maggior parte della tua vita.

BLINK OF AN EYE, 2018

È opportuno fare un rapido check della situazione. L’anno scorso ci hai detto che saresti rimasto a Lanzarote fino ad ottobre, sei ancora lì? Se sì, Lanzarote è ancora un paradiso in terra o hai scoperto, vivendoci più a lungo, che ci sono ‘cose’ che non ti vanno giù? Se no, ti manca?

Ebbene sì…sono ancora qui!

Continuo a pensare che Lanzarote sia un posto da vedere almeno una volta nella vita. Certo, ogni luogo ha i suoi pro e contro, ma facendo un bilancio sono sempre le cose positive ad essere più evidenti!

Se proprio voglio fare il puntiglioso, magari non la consiglierei a chi vorrebbe fare festa ogni giorno senza sosta: è un’isola molto “zen”. È normale che possa dare l’impressione di “isola piccola”, ma comunque c’è un po’ di tutto!

Se non sbaglio, Lanzarote è stata la tua prima esperienza fuori sede. Personalmente, da quando sono ‘emigrata’, rifletto molto più frequentemente sul futuro e, specialmente su dove sarò nei prossimi cinque anni.

Mi spiego meglio, fino a quando ritieni che sia possibile condurre questa vita un po’ da vagabondi, in giro per l’Europa e oltre, senza ‘sistemarsi’ nella sfumatura tutta siciliana del verbo? Una volta che parti, non torni o, quanto meno, non subito. Pensi che ci sia un limite a questo girovagare?

“Dove ti vedi fra 5 anni?”, forse è la domanda più frequente nei colloqui di lavoro: te lo chiedono nei ¾ dei casi! Diciamo che è la mia prima esperienza totalmente da fuori sede.

Ho già vissuto fuori per studi (in Italia, per cui forse non conta) e anche a Gran Canaria, ma quello è stato il mio Erasmus e avevo aiuti dalla famiglia e dallo Stato.

Questa è la mia prima esperienza da fuori sede propriamente indipendente.

Non penso vi sia un limite temporale al “vagabondismo”. Sono più dell’idea che se ti rendi conto da solo che questo è il tuo posto, allora ci resti. Ci sono talmente tante dinamiche che possono influenzare l’opinione di ciascuno, tra nuove conoscenze, nuovi ambienti… sembrerebbe male andarsene da un posto in cui veramente ti senti a tuo agio.

Personalmente, anche se qui ci sto benissimo, il mio vagabondare non è sicuramente finito! A questo serve viaggiare!

Hai incontrato altri messinesi ‘delocalizzati’ durante la tua esperienza? Se si, cosa si prova a ‘ritrovarsi’ con i propri concittadini al di fuori del contesto messinese?

Beh, in realtà messinesi a Lanzarote ci contiamo sulle dita di una mano… Personalmente ne conosco solo due che già vivevano qui prima che arrivassi…loro non ne conoscono altri!

Fortunatamente siamo amici e restiamo in contatto; quando decidiamo di vederci è sempre per CUCINARE. Fa comunque strano- in senso positivo- perché alla fine non sei a Messina ma stai con dei messinesi.

La cosa più bella sicuramente è parlare di cose che gente del posto non comprenderebbe (l’invidia di chi si sta mangiando una mezza con panna in questo momento, ad esempio, non la capirebbero).

Dopo aver sorriso di fronte all’utilizzo dell’espressione ‘mi fa strano’ che non sentivo da tempo, penso al risvolto linguistico di questa migration wave.

Si dice spesso che, nel momento in cui si cambia lingua, diventi un’altra persona. Aldilà del fatto che ovviamente si è capaci di esprimersi meglio nella propria ‘mother tongue’, hai notato anche tu questa dicotomia tra il Marco italiano e il Marco spagnolo?

Direi nì. Resto sempre fedele al mio “personaggio”, diciamo, ma il modo in cui mi approccio con gli italiani rispetto agli stranieri è sicuramente diverso, più sciolto ovviamente.

In base alla nazionalità discuto in modi differenti: lavorando in un Hotel ti ritrovi gente di tutta Europa e del Mondo! Con gli italiani fa sempre piacere sentire quell’accento “inglish” quando cercano di parlare in inglese. Vengono sgamati in 3 secondi! Gli inglesi sono molto alla mano, mentre i francesi ad esempio sono un po’ più “riservati”. Questione di cultura!

Ringraziamo Marco per averci sopportato per ben due volte e per averci raccontato un po' della sua "isola zen".

La Redazione

#FuoriSede #OffSite #AVuci #Acuciacunti #Lanzarote

132 visualizzazioni

FuoridiME - Associazione di Promozione Sociale, C.F. 97119290837 - Viale Principe Umberto 123 bis - Messina (ME), 98122 

Cellulare: +39 3452430862 - Mail: contatti.fuoridime@gmail.com - offsite.fuoridime@gmail.com