La Sicilia che non ti aspetti: storie di imprenditori e Start-up



«Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi»

Tancredi

Nel 2012, con il decreto Crescita 2.0, l’Italia ha deciso di investire in Start-up.

Il risultato e’ che ad oggi se ne contano 8000 ufficialmente iscritte, con un fatturato complessivo di 700 milioni di euro.

E se in Lombardia sono localizzate oltre il 14% delle startup innovative in Italia, in Sicilia si contano 343 società, pari solo a circa il 4%.

Per risolvere le difficoltà meridionali rispetto alle regioni centro settentrionali e in generale ai numeri europei, sicuramente la soluzione non possono essere esclusivamente le Start-up.

Sono presenti dei limiti culturali, politici e strutturali che impediscono all’innovazione, al progresso e spesso anche alla ricerca di competere con le migliori eccellenze.

Eppure sono molteplici i casi di successo di imprenditori siciliani, che ricevono finanziamenti e premi da diverse parti del mondo.

Innovatori legati alla Sicilia e all’Italia che con il loro coraggio generano un impatto positivo.

Storie Siciliane di successo

Prendiamo il caso di Adriana Santonocito ed Enrica Arena, due innovatrici di Catania, che grazie al simbolo della Sicilia, l’arancia, sono state in grado di creare una Start-up di successo a basso impatto ambientale.

Dalle bucce degli agrumi, Orange Fiber, questo il nome della Start-up, realizza infatti un tessuto eco-sostenibile per case di alta moda, come Salvatore Ferragamo.

O la storia di Salvatore Cobuzio che torna in Sicilia da Roma per fondare in un garage di Siracusa Martha's Cottage, un e-commerce dei matrimoni che vende più di 1500 prodotti con un team di 23 innovatori.

E come trascurare la storia di Mosaicoon, fondata nel 2010 da Ugo Parodi Giusino.

Mosaicoon è un marketplace dove i brand trovano i professionisti per realizzare video pubblicitari.

E nonostante le 8 sedi aperte in tutto il mondo ed un totale di 100 dipendenti, mantiene il suo quartier generale a Palermo, a Isola delle Femmine.

Un off-site Siciliano di ritorno

In Sicilia c’è anche chi lavora affinché il numero di imprenditori e di imprese aumenti esponenzialmente.

Abbiamo avuto il piacere di porre alcune domande a Salvo Fallica, socio di Impact Hub Siracusa, la cooperativa che gestisce il primo spazio di coworking per innovatori sociali in Sicilia.

Sin dalle prime domande si intuisce che Salvo è molto legato alla Sicilia e flessibile al cambiamento, infatti dichiara subito di avere difficoltà a descrivere il proprio lavoro:

Credo non sia facile rientrare nei confini di etichette e categorie quando si lavora sullo sconfinato campo dell’innovazione. Il lavoro che facciamo lo abbiamo costruito in risposta alle esigenze del nostro territorio. Spesso mi dedico al fundraising per progetti e imprese su fondi diretti e fondi strutturali come progettista.

In altre occasioni Salvo veste i panni del facilitatore per comuni, ONG, enti e fondazioni pubblici e privati o eventi di open innovation.

Una figura che mira a far concentrare gruppi di persone su temi attuali e scottanti per tirar fuori il meglio che ognuno ha da offrire sotto forma di proposte programmatiche e politiche.

Come molti di noi Salvo ha vissuto un periodo della sua vita da fuori sede, infatti dichiara di essere un Siciliano di ritorno:

Ho vissuto un anno in Grecia nel 2005 e successivamente dal 2008 al 2013 in Belgio, dove ho seguito un master di 1 anno alla Cattolica di Lovanio e lavorato presso un’agenzia di management consulting e presso una divisione della multinazionale Hewlett-Packard, dedicata ai servizi alle imprese. Posso affermare che Anversa è la mia seconda casa.

Un Europeo aperto a nuove sfide e in continuo viaggio: negli ultimi due anni ho potuto spendere brevi periodi in trasferta, in particolare 2 mesi a Munster in Germania e altri due in Danimarca, grazie al progetto Fab-Move.

Prossime destinazioni Gran Bretagna e Malta, sempre grazie all’ottima scusa dei progetti di lavoro.

Nel 2013 decide di tornare in Sicilia con la convinzione di riportare a casa conoscenza e competenze per far crescere il proprio territorio.

Pochi meglio di Salvo conoscono pregi, difetti e lo stato di salute del panorama innovativo siciliano.

Per fotografare l’ecosistema italiano, Salvo ci suggerisce il recente rapporto di Mind The Bridge, secondo cui il nostro paese si muove ancora troppo lentamente e subisce l’assenza di capitali coraggiosi abbastanza da investire in nuove idee di impresa.

L’Italia è l’undicesima nazione in Europa sia per numero di Start-up che sono riuscite a diventare aziende solide, sia per capitali raccolti da queste aziende per poter crescere. Ultima tra le grandi nazioni europee.

L’innovazione e la Sicilia

L’ecosistema siciliano è stato analizzato a fondo 2 anni fa, in occasione della Settimana Europea delle Start-up.

Salvo ci svela di aver avuto l’onore e il piacere di facilitare quel tavolo tecnico e stilare le conclusioni in 12 punti, che sintetizza in:

-è un fenomeno spontaneo e bottom-up, capace più di far nascere che di far crescere e sviluppare le imprese;

-ha un trend di miglioramento quantitativo e qualitativo secondo le stime di Invitalia;

-contiene tutti i pezzi del puzzle (incubatori, acceleratori, università, banche, settore produttivo e politiche), ma sono ancora sconnessi;

-è carente in strumenti abilitanti e nella capacità di fare rete.

Per scoprire se il panorama è cambiato nei due anni trascorsi bastano pochi giorni, infatti la prossima edizione di Start-up Europe Week si terrà dal 5 al 9 marzo in tutta Europa, con 4 sedi in Sicilia: Messina, Catania, Siracusa, Palermo.

Salvo contribuisce allo sviluppo dell’ecosistema siciliano di imprenditorialità e innovazione. Il suo impegno giornaliero si sostanzia in due attività: attrazione e ispirazione.

Attrazione di fondi, di talenti, di buone prassi. Ispirazione dalla condivisione di visioni, esperienze, casi di successo e modelli.

Se condividi e contribuisci all’ecosistema, l’ecosistema restituisce.

Attrarre gli innovatori del futuro

Potrà la Sicilia in futuro attrarre talenti e innovatori da altri parti del mondo?

La Sicilia tra 5 anni la immagino piena di Siciliani di ritorno e di Nomadi Digitali: professionisti da tutto il mondo, che hanno la fortuna di poter lavorare in remoto e scelgono proprio la Sicilia per trascorrere periodi medio-lunghi di work-action.

Apparentemente sembra una visione troppo distante dalla realtà.

In realtà Salvo ci invita a seguire la sua community Impact Hub.

Realtà come queste, o come Startup Messina di cui parleremo prossimamente, rappresentano dei luoghi fondamentali per attrarre talenti e sviluppare le giuste basi per generare innovazione anche in Sicilia.

Salvo è convinto che il fenomeno crescente dei Nomadi Digitali sia la prova del fatto che la ricetta giusta possa essere quella di creare un’offerta di servizi di accoglienza che integri turismo e business.

Le storie degli imprenditori siciliani testimoniano un’ambizione concreta, quella di voler trasformare la terra natia del gattopardismo in un luogo dove è possibile generare innovazione, impresa e impatto sociale.

Forse oggi sta prendendo piede la consapevolezza che se vogliamo che niente resti com’è, bisogna davvero che tutto cambi.

«Ho investito sulla mia azienda e sulla mia terra, come isola in cui ritornare a fare impresa e attrarre talenti da tutto il mondo».

Ugo Parodi Giusino di Mosaicoon

Francesco Salvatore

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