"Messina? Ci sono tornato! La chiamo sempre, lei mai!" (ITA-ENG-ESP)



Nome: Fabio

Età: 34

Città natale: Messina

Sede ospitante: Torino --> Messina

Sono nato a Messina e, ad un certo punto, ho deciso di cambiare città per motivi universitari. Dopo la triennale, pensavo che rimanere a Messina per altri due anni sarebbe stato poco interessante. Così, sono andato a studiare a Torino.

Per usare una frase ad effetto, direi che sono andato a studiare in una città diversa “per sfida”.

I primi sei mesi fuori sono stati strani perché vivevo in uno studentato e c'ho messo un po' per ambientarmi. Dopo devo dire che sono riuscito quasi subito a trovare una mia dimensione.

All’epoca Torino non aveva un costo della vita particolarmente alto e io ho avuto la fortuna di vivere sempre in zona universitaria. Posso dire di essermi trovato sempre molto bene, nonostante i ragazzi del posto si lamentassero dei loro corsi o dell’Università.

Anche sotto l'aspetto dei divertimenti sono stato particolarmente fortunato perché sono arrivato lì subito dopo le Olimpiadi invernali e in città si respirava ancora quell’entusiasmo. Ricordo, ad esempio, che non appena arrivato c'erano le Universiadi ed era festa praticamente ogni sera.

Appena arrivato mi sentivo un estraneo e la prima cosa che ho fatto è stata cercare un contatto con i miei concittadini.

Ma - e qui dirò una cosa forse impopolare - volutamente l'ho evitato nei mesi successivi. Il ragionamento era semplice: se ero andato studiare fuori era per incontrare e conoscere persone diverse da me. E così ho fatto.

Il risultato è che ora ho tanti amici sparsi per l’Italia, più quelli della mia città.

Per quanto riguarda Messina, più che di potenziale inespresso, parlerei di poca voglia di vedere il buono che c'è intorno a noi.

È facile lamentarsi ed è un buon esercizio di stile, anche io cado spesso in questa trappola.

Per quel poco che ho visto in giro per l'Italia, non mi sembra che Messina abbia meno di altri posti in termini di persone, luoghi e attività sociali e culturali.

Certo, ci sono alcuni limiti data la dimensione della città, la sua posizione o il numero dei suoi abitanti. Ma c’è del fermento, solo che a volte non lo vediamo.


Il mio rapporto con Messina? Io la chiamo sempre, è lei che non mi chiama mai!

Scherzo.

Credo sia buono, mi fanno rabbia l'ignoranza e i comportamenti poco civili, ma tutto sommato ci vivo bene. La possibilità di poter utilizzare un mezzo come la bici 8 mesi su 12 la rende un bel posto.

In più con Startup Messina, l’associazione che presiedo, ho la possibilità di confrontarmi con tanti messinesi capaci che lavorano in silenzio. E con le persone capaci io ho un buon rapporto.

Da quando sono tornato è cambiato tutto: un delirio! Ho letteralmente ricominciato da zero, perché tanti amici che avevo vivevano altrove.

Per almeno sei mesi mi sono sentito un turista nella mia città. C'era un gioco molto interessante che facevo nei primi mesi a Messina: quando conoscevo qualcuno di nuovo, nel primo quarto d'ora di discussione, cercavo di trovare un collegamento con lui.

Per esempio riuscivo a scoprire che conoscevo il cugino o un mio compagno di classe era un suo amico. Le prime volte era frustante, ma poi è diventato divertente.

A Torino provavo nostalgia. Una volta, in un giorno di maggio piovosissimo (pioveva da oltre una settimana!), guardando un documentario sulle Eolie, ho avuto tanta nostalgia da arrivare alle lacrime. Mi vergogno un po', ma è stato davvero così.

Se c’è una cosa di Torino che porterei a Messina, sono sicuramente le aule studio, o più in generale luoghi in cui le persone possano andare a studiare o svagarsi: secondo me ne avremo bisogno. Nel mio bagaglio personale, porto invece la capacità di buttarsi a capofitto senza guardare indietro a cosa si è lasciato.

Un’altra cosa che ho imparato è che non bisogna mai dare niente per scontato, neanche il ritorno.

Quando parlo con persone che attualmente vivono altrove e salta fuori la possibilità di tornare, mi stupisce sempre che il ritorno venga escluso a priori. Non so perché, giudicare le vite degli altri è sempre difficile e quasi sempre si sbaglia. Per me il ritorno non è stata una sconfitta o il sintomo di non essere stato capace di fare delle cose fuori da Messina.

Allo stesso modo non bisogna dare per scontato neanche il restare, né farsi prendere dalla nostalgia: occorre guardare con serenità ciò che la vita ti mette davanti. È faticoso, ma tutto sommato bello.

Name: Fabio

Age: 34

Birthplace/ city of birth: Messina

Host city: Turin --> Messina

I was born in Messina but at some point, I have decided to move to another city to attend the university. After the bachelor, I thought remaining in Messina for another two years would have been unappealing. I thus went to university to Turin.

I moved to another city “on a dare”, to use a catchphrase.

The first six months away from my city have been weird since I used to live in a college accommodation and it took me time to get used to the new environment. But, I must say, I quickly managed to find my dimension.

Back in time, Turin was a quite affordable city and I have always had the opportunity to live near the university area. I have always liked the course even if my mates rather often complained about theirs.

Moreover, I have been particularly lucky since I moved to Turin straight after the Winter Olympic Games, thus, you could still feel that enthusiasm around the streets. I recall, for instance, that, just arrived, there were the Universiadi and it was a party essentially every night.

As soon as I moved, I felt like a stranger/outsider and I have immediately searched for people from Messina.

Yet - perhaps, it may seem quite unpopular - I have avoided their company for the following months. The reason behind it was quite straightforward. I moved to another city to get to know people with a different perspective and a different background. And so, I did it.

The outcome is that I now have many friends scattered all over Italy, together with those from my own town.

For what concerns Messina, rather than an untapped potential, I see a small attitude at seeing the good around us.

Complaining is both easy and a good attitude. Sometimes, I myself fall in such trap.

As far as I have seen around Italy, Messina does not have anything less than other cities as much in terms of people as social and cultural activities.

Indeed, there are some limits according to the size of the city, its position, its population. Yet, there is a certain eagerness which remains unnoticed.

Do you ask my relationship with Messina? I always call but she never answers back - I am joking! -.

I think it is good when I get angry in front of ignorance and coarseness, but, nonetheless, I live well there. What makes Messina an amazing place is that you can ride a bike 8 months out of 12.

Further, thanks to Startup Messina, the association I am in charge of, I can meet and confront myself with many valuable people who work behind the scene. And I get on very well with valuable people.

Since I got back, everything has changed: a complete mess! I have literally started over/ from scratch since many of my friends moved elsewhere.

For almost six months I have been a tourist in my own city! I invented/made up an interesting game: every time I met someone new, I tried to find out some sort of connection in the very first fifteen minutes of chatting.

For instance, I used to find out I knew his cousin or one of my former classmates was one of his acquaintances. At the beginning it was discouraging but, after a while, it became even entertaining.

In Turin, I felt nostalgic. Once, in May, during a very rainy day- it had been raining for more than a week- I started crying while watching a documentary on the Aeolian Island.

If there is something of Turin I will bring to Messina are certainly the study spaces. More generally, I really feel the need of places where people can study or simply chill a bit. In my personal baggage instead, I carry the ability of jumping headfirst without looking back at what I have left behind.

Another thing I have learnt is to take nothing for granted, not even the possibility of coming back.

When I talk with people who now live elsewhere and a possibility to come back to Messina comes up, I am always amazed/ astonished since the idea of coming back is left out beforehand.

At the same time, it is not even right to take the staying for granted, nor it is good to let the nostalgia takes over. It is necessary to look calmly at what your life offers. It is hard, but nevertheless beautiful.

Nombre: Fabio

Edad: 34

Ciudad de origen: Messina

Ciudad Actual: Torino-->Messina

Soy de Messina y, en un cierto momento, decidí de mudarme de ciudad por motivos universitarios. Después haber conseguido el grado trienal de Ciencias de Comunicación en la universidad de mi ciudad natal, pensé que quedarme en Messina otros dos años podría ser poco estimulante; así, me fue a Torino para seguir con mis estudios universitarios.

Utilizaré una frase típica: he decidido irme hacia otra ciudad por “reto”.

Los primeros meses fueron “raros” porque vivía en una residencia y me costó unos cuantos meses para adaptarme, luego conseguí encontrar mi dimensión.

El coste de la vida en Torino en aquel periodo no era particularmente alto y tuve la suerte de encontrar piso en la zona universitaria. No obstante mis compañeros de universidad o curso se quejaban de la facultad/universidad, puedo afirmar que me encontré a justo con el programa didáctico.

Bajo el punto de vista de la movida, puedo afirmar que Torino ciudad ofrece mucho: seguía en la ciudad la atmosfera de fiesta que había llevado las Olimpiadas invernales.

Recién llegado en la ciudad me sentía como un cuerpo extraño y la primera cosa que hice fue buscar, entrar en contacto con gente de Messina que vivía como yo en Torino.

Pero – quizá diré algo de impopular- con el pasar de los meses voluntariamente empecé a evitarlo. El razonamiento fue sencillo: me fue a estudiar fuera de mi ciudad para encontrar y conocer personas nuevas, que vieran las cosas de forma diferente. Así hice.

El resultado: tengo muchísimos amigos por toda Italia más los que ya tenía en mi ciudad.

Hablando de Messina, más de las potencialidades no expresadas, hablaría de las pocas ganas de darse cuenta de lo que de bueno nos rodea.

Es fácil quejarse de todo, es un buen ejercicio de estilo, yo también muy a menudo me atrapo.

Dando vuelta por Italia he podido comprobar que no es que Messina valga menos de otras ciudades en términos de personas, sitios/actividades sociales y culturales.

Cierto es que hay algunos limites dados por la dimensión de la ciudad, posición o el número de habitantes pero hay “fermento” solo que, a veces, no lo percibimos.

¿Qué relación tengo con Messina? ¡Yo siempre la llamo, nunca ella! (Es broma).

Creo que es bueno, me enfado cuando veo ignorancia y modos de hacer pocos civiles por parte de la ciudadanía, no obstante vivo muy bien en Messina. La posibilidad de poder desplazarme en bicicleta 8 de 12 meses la hace sin dudas un sitio ameno para vivir.

Gracias a la asociación Startup Messina, de la cual soy presidente, tengo la posibilidad diaria de enfrentarme y entrar en contacto con tantos messinesi que trabajan en silencio, en la sombra. Tengo una buena relación con las personas capaces y trabajadoras.

Desde cuando regresé a Messina ha cambiado todo: ¡un delirio!

Literalmente volví a empezar desde cero porque muchísimos amigos de toda la vida ya no vivían en la querida ciudad natal Messina.

Otra vez me sentía un turista en la ciudad en la cual vivía, para arreglar esta nueva situación, los primeros 6 meses hacía un juego: cuando conocía alguien, en el primer cuarto de hora de conversación intentaba buscar un “enlace”. Conseguí encontrar por ejemplo primos o hermanos o compañeros de clase de personas que conocía. Empecé siendo algo de frustrante y acabó siendo divertido.

En Torino era nostálgico. Una vez, en un día de mayo de lluvia (hacía una semana que llovía), mirando un documental sobre las Islas Eolie sentí tanta nostalgia que empecé a llorar. Me da vergüenza decirlo, pero fue así.

Si pudiera llevar algo de Torino a Messina, llevaría las aulas de estudio, o más en general, espacios adentro de la universidad donde los estudiantes puedan tanto estudiar como distraerse: nuestra universidad lo necesitaría. Yo me llevo la capacidad de meterse de cabeza sin algún remordimiento.

Otra cosa que aprendí es que no se tiene que dar nada por sentado, tampoco la vuelta a casa.

Me sorprende cuando hablando con personas que viven fuera, teniendo la posibilidad de volver a Messina, estos la excluyan a priori. Quien sabe, juzgar las vidas de los otros es difícil y casi siempre nos equivocamos.

“El volver” para mi no ha sido una derrota o un síntoma de no haber sido capaz de hacer cosas en otra realidad fuera de Messina.

Semejante modo no hay que dar por sentado el quedarse y tenerle miedo a la nostalgia: hay que enfrentarse a los hechos que te pone la vida con serenidad. Es difícil, pero a pesar de todo sigue siendo bellísimo.

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