FuoridiME - Associazione di Promozione Sociale, C.F. 97119290837 - Viale Principe Umberto 123 bis - Messina (ME), 98122 

Cellulare: +39 3452430862 - Mail: contatti.fuoridime@gmail.com - offsite.fuoridime@gmail.com

L'importanza della scelta

24 Settembre 2016, Francesco Leva
Social
  • Facebook - Black Circle
  • Twitter - Black Circle

Durante il corso della vita tutti ci troviamo sempre a dover prendere delle decisioni. Ci sono decisioni facili e decisioni difficili, importanti e di poco conto, ma alcune di queste sono destinate a cambiare la vita di chi le prende. Comune a tutti i ragazzi è la scelta di cosa fare una volta finita la scuola dell'obbligo.

 

Molti scelgono di entrare direttamente nel mondo del lavoro, molti altri invece scelgono di proseguire il proprio percorso formativo iscrivendosi all'università. La scelta dell'indirizzo e dell'università diviene allora fondamentale e spesso, proprio per la sua importanza, porta con se sentimenti di incertezza e indecisione che posso compromettere la serenità di tale scelta.

 

La scuola generalmente prevede degli incontri di orientamento che dovrebbero aiutare a fornire un quadro completo del panorama universitario. Ma tali iniziative sono davvero sufficienti? Personalmente credo di no.

 

La mia esperienza mi insegna che il supporto che la scuola offre ai diplomandi è spesso carente. I dubbi restano e molti ragazzi intraprendono una strada sperando che sia quella giusta.

 

Sono convinto che una scelta del genere debba essere dettata dalla più ferma convinzione di quello che sui vuole fare, e che per raggiungere tale convinzione servano strumenti seri.

 

Oggi, saltuari incontri con i rappresentanti di pochi atenei e la partecipazione ad una o due giornate di orientamento in città vicine, (che spesso non coinvolgono nemmeno tutta la classe), sono i sopracitati strumenti che i ragazzi devono farsi bastare. Mi sembra chiaro che ciò non sia sufficiente e mi sembra doveroso voler implementare il sistema di supporto all'orientamento.

 

Uno spazio in classe regolarmente dedicato a queste argomentazioni, dove gli studenti possano parlare e confrontarsi con i propri docenti, potrebbe essere già qualcosa in più.

 

Un'altro supporto potrebbe venire dalla somministrazione di questionari che evidenzino l'inclinazione del singolo verso una determinata disciplina e le sue intenzioni sul luogo in cui proseguire il proprio percorso.

 

Utile sarebbe anche cominciare a porre il problema di questa scelta già dal penultimo anno di scuola, così che i ragazzi possano già pensare al futuro, senza essere costretti a dover prendere una decisione frettolosa, dettata da confusione e insicurezza.

 

Ancora utile sarebbe la realizzazione, stabile nel tempo, di incontri con studenti universitari, più che con docenti o collaboratori, perché la vicinanza di età tra i convenuti porta con se un senso di tranquillità che spinge i più giovani a porre liberamente i propri dubbi a chi gli sta davanti, senza timidezza o limiti di formalità. Credo che un servizio di orientamento efficiente e ben strutturato sia un diritto per i ragazzi e un dovere per le istituzioni scolastiche.

 

Questo potrebbe anche essere il punto di partenza per un rafforzamento del sistema scolastico più in generale, che al Sud è decisamente arretrato rispetto alle regioni settentrionali. La scuola superiore è fondamentale per l'educazione dei ragazzi, luogo di formazione culturale e personale.

 

Una maggiore attenzione alla scuola darebbe ai ragazzi una preparazione più efficace per affrontare il mondo del lavoro e quello universitario, e potrebbe essere il punto di partenza per riconsiderare il compito stesso della scuola in chiave più ampia, come luogo di formazione di una cittadinanza attenta, impegnata ed attiva.

Francesco Leva