FuoridiME - Associazione di Promozione Sociale, C.F. 97119290837 - Viale Principe Umberto 123 bis - Messina (ME), 98122 

Cellulare: +39 3452430862 - Mail: contatti.fuoridime@gmail.com - offsite.fuoridime@gmail.com

La mia città di mare in inverno.

12 Dicembre 2016, Gianmarco Orlando
Social
  • Facebook - Black Circle
  • Twitter - Black Circle

Mi hanno chiesto: ti manca mai Messina? 

 

A volte penso alle mattine, di quando andavo ancora a scuola. 
Era molto presto, spesso persino albeggiava. 
Ricordo quelle giornate invernali, in cui l'atmosfera umida, creava nell’aria una patina di mistero. Potevo scorgere, dal viale Italia, i tetti della città, che, come scale confuse, scendevano verso il mare.

 

Ammiravo le Chiese ,che si ergevano alte, con le statue dei santi, immobili quasi fossero sentinelle, come quelle della Chiesa del Cristo Re, con la statua di Sant'Antonio, in bronzo vecchio, immobile come un guardiano.

 

Persino per un miscredente come me quelle strutture rappresentavano una bellezza autentica.

 

Il mare era azzurro ed il cielo era suo amico. 
Le montagne di Reggio erano innevate, lontane, ma non troppo, tanto quanto basta per far nascere il mistero. 

 

I primi traghetti già attraversavano lo stretto e le ultime luci della città erano ancora timidamente accese, e, reduci della notte passata, si tuffavano in quello stretto mare immenso.

 

Mi chiedevo dove andassero quei traghetti, e quali fossero le persone a bordo. Mi chiedevo chi fosse già sveglio a quell'ora: forse panettieri, impiegati, artisti, professori, marinai o altri studenti che andavano a scuola, come me. 

 

Mi piaceva giocare con Reggio nella mia fantasia. Immaginavo la città dirimpettaia che si sgranchiva insieme a me e mi perdevo in pensieri futili, di quelli che il minuto dopo hai già scordato. Capriole mentali, con cui la mente si riscalda appena sveglia.

 

C'era, nell’aria, un colore a tratti ancora indefinito, che potrei provare a definire come  azzurro. In quel momento, non vedevo la disoccupazione, la precarietà, la cattiva amministrazione, la corruzione, le infrastrutture fatiscenti. Vedevo solo Messina, la mia città di mare, in inverno.

 

Questi colori fanno parte e faranno sempre parte della tavolozza con cui dipingo. Sono i colori che uso quando scrivo, i colori che uso quando recito, i colori che ho usato per mettere in scena “il piccolo principe” proprio nella mia città di mare.
Quindi no, Messina non mi manca, perché la porto sempre con me.

 

 

Gianmarco Orlando